"La pittura è poesia silenziosa, la poesia è pittura che parla".
(Simonide, poeta greco, 556-468 a.C. - in Plutarco, Della gloria degli
ateniesi, II sec.)
“Ut pictura poesis” - La poesia è come la pittura.
(Orazio, Ars poetica, I sec. a.C.)
“La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca”.
(Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, XVI sec.)
CALLIGRAMMI – HAIGA – CODICI MINIATI –
Il rapporto di influenze reciproche e contaminazione tra Arte e Poesia ha radici antiche se solo pensiamo che gli antichi Greci avevano inventato i calligrammi (poesia a forma di oggetti come clessidre o strumenti musicali), gli Haiga Giapponesi che univano gli haiku alle incisioni, che la Chiesa Cattolica utilizzava i pittori per affrescare le chiese per illustrare le Sacre Scritture al popolo analfabeta e il Medioevo ci regalava la bellezza dei Codici Miniati.La contaminazione tra le arti raggiunge il suo apice nel ‘500 con il Rinascimento, con influenze reciproche e interdisciplinari tra Poeti, Architetti, Artisti, Filosofi e Umanisti. E voglio ricordare su tutti i taccuini di Leonardo, le poesie di Michelangelo e che una delle icone della pittura del 500 La nascita di Venere di Alessandro Botticelli era ispirata, oltre che dal mito, da una delle Stanze del poeta Angelo Poliziano. Si definisce la teoria umanistica della pittura e della poesia, con al centro l’Uomo e l’imitazione della natura.L’Italia e l’Impero Romano d’Oriente sono i luoghi che tra il 400 e il 600 d.C. hanno visto nascere l’arte dei codici miniati e libri d’ore (manoscritti che hanno al loro interno delle illustrazioni che potevano essere figure o anche semplicemente capolettera decorati con motivi floreali o religiosi.). La natura di questi primi testi era prevalentemente religiosa, la maggior produzione è riscontrabile tra il Medioevo e il Rinascimento.DANTE E L’ARTE:Ad oggi la Divina Commedia di Dante risulta essere l’opera più iconica, illustrata e raffiguratadella Poesia Italiana.Tra il 1480 e il 1495 Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di secondo grado di Lorenzo ilMagnifico, commissionò a Sandro Botticelli cento disegni su pergamena di pecora relativi alviaggio dantesco. Nei suoi ambiziosi progetti c’era quello di illustrare una ricca edizione dellaDivina Commedia. In Spagna tra il 1586 e il 1588 Federico Zuccari, pittore di corte di re FilippoII, lavora all’impresa imponente di realizzare ottantotto disegni dedicati alla Commedia. Zuccari, originario di S. Angelo in Vado, allora Ducato di Urbino, aveva vissuto e conosciuto la Commedia durante il periodo di studi a Firenze presso quell’Accademia delle Arti e del Disegno voluta da Michelangelo. L’opera è caratterizzata da un importante dualismo tra parole e immagini. Il volume unico presenta a destra la parte illustrata e a sinistra la trascrizione dei versi del poema con un commento dello stesso Zuccari.Nel 1792 a John Flaxman viene commissionata l’illustrazione della Commedia dal banchiere escrittore britannico Thomas Hope. Flaxman lavora così a centoundici tavole. Flaxman ebbe un grande successo in Italia, Francia ed Inghilterra e contribuì alla diffusione dell’opera di Dante in Europa.Ma uno degli autori che più ha contribuito alla consacrazione della Divina Commedia nell’arte è stato il poeta e Artista William Blake, per un’interpretazione poetica e un certo misticismo ascetico e visionario.Nel ‘700 inoltre abbiamo la prima trattazione scientifica sull’argomento con G.E. Lessing che nella stesura del suo “Laokoon” (1766) pone l’accento sul divario tra le due arti, assegnando a ciascuna una dimensione differente: alla pittura lo spazio, alla poesia il tempo, invertendo la preferenza di Leonardo per la capacità di sintesi della pittura.Nell’Ottocento il più grande interprete e divulgatore della Divina Commedia fu Gustav Dorè. Le sue illustrazioni, didascaliche, romantiche mettono in evidenza i grandi personaggi di Dante da Caronte a Paolo e Francesca con ritratti che entusiasmarono la critica dell’epoca. Successivamente Dorè illustrò anche la Bibbia con grande successo. Un altro grande interprete della Divina Commedia è Delacoix, (unico contemporaneo a cui dedicòun saggio monografico) ammirato da Baudelaire.Salvador Dalì ebbe l’incarico nel 1953, di illustrare la Divina Commedia dal Governo Italiano edopo la revoca del mandato per le polemiche politiche e campanilismo nazionalistico, decise di continuare autonomamente il progetto che gli procurò grande successo e visibilità. Dalí fu costrettoa impiegare due incisori che per cinque anni intagliarono a mano 3.500 blocchi di legno necessari per le xilografie. Dalì fonde nelle sue opere la religiosità alle sue visioni oniriche e surreali. E non possiamo dimenticare le bellissime illustrazioni fatte della Divina Commedia per le edizioni Nuages del 1999 di Lorenzo Mattotti, Milton Glaser e Moebius.POETI E PITTORI CRITICI D’ARTE:Un aspetto interessantissimo e cruciale della poetizzazione dell’Arte, è la produzione critica fatta direttamente da Poeti e Artisti. Basti pensare al Vasari con le sue Vite, ai Taccuini di Leonardo, a Emilio Villa con Il suo fondamentale libro critico su Burri, ai Pittori cubisti di Apollinaire, al Delacoix di Baudelaire, Il Rodin di Rilke o il Degas di Valery, sino alla Patafisica di Baj, il Van Gogh suicidato dalla società di Artaud, o alle monografie su artisti del ‘900 (Mirò, Hopper, Giacometti) di Bonnefoy, che hanno portato non solo un punto di vista da addetti ai lavori, ma hanno dato un respiro cosmico, poetico ed estetico alla parola e all’immagine.LE POETICHE INTERDISCIPLINARI DALLE AVANGUARDIE DEL ‘900 AI TACCUINID’ARTISTA E POETRY BOX , TRA CONTAMINAZIONE, MEMORIA E DESIDERIO- Il Paroliberismo futurista:“Le parole in libertà non sono un nuovo metodoopposto a quello del verso libero.Sono la totale liberazione della poesia da tutti i metodi…”(Filippo Tommaso Marinetti)Parole in libertà o Paroliberismo è uno stile letterario introdotto dal Futurismo all’inizio del ‘9oo, in cui le parole che compongono il testo non hanno alcun legame sintattico-grammaticale fra loro e non sono organizzate in frasi e periodi. Caratterizzato dall’utilizzo simultaneo di caratteri tipografici, disegni, simboli musicali, segni matematici etc…I maggiori interpreti di questa poetica sono stati Marinetti, Folgore, Soffici, Cangiullo, Depero, Govoni e Palazzeschi. Ecco un esempio di utilizzo di parole in libertà dal libro Zang Tumb Tumb di Filippo Tommaso Marinetti.«Ora supponete che un amico vostro dotato di questa facoltà lirica si trovi in una zona di vitaintensa (rivoluzione, guerra, naufragio, terremoto ecc.) e venga, immediatamente dopo, a narrarvi le impressioni avute. Sapete che cosa farà istintivamente questo vostro amico lirico e commosso? ... Egli comincerà col distruggere brutalmente la sintassi nel parlare. Non perderà tempo a costruire iperiodi. S'infischierà della punteggiatura e dell'aggettivazione. Disprezzerà cesellature e sfumature di linguaggio, e in fretta vi getterà affannosamente nei nervi le sue sensazioni visive, auditive,olfattive, secondo la loro corrente incalzante. L'rruenza del vapore-emozione farà saltare il tubo del periodo, le valvole della punteggiatura e i bulloni regolari dell'aggettivazione. Manate di parole essenziali senza alcun ordine convenzionale. Unica preoccupazione del narratore rendere tutte le vibrazioni del suo io».(Parole in libertà di Filippo Tommaso Marinetti in Distruzione della sintassi/Immaginazione senza fili/Parole in libertà). Secondo Marinetti i sostantivi vanno messi a caso perché la sintassi deve essere semplice.LE POETICHE INTERDISCIPLINARIDagli anni ’60 in poi si sono sviluppati una serie di movimenti e avanguardie artistiche chehanno privilegiato la contaminazione tra Arte e Poesia in varie declinazioni, contribuendonotevolmente alla poetizzazione dell’Arte e ad un’estensione delle esperienze estetiche.Ricordiamo infatti le seguenti esperienze:- Mail art- Poesia Visiva- Fluxus- Scrittura Asemica- Libri d’Artista- I libri d’artista del Pulcinoelefante- ©Archivio Internazionale Taccuini d’Artista e Poetry Box di Donato Di PoceLa letteratura e la poesia nella Street Art: Le contaminazioni, esaltazioni e omaggi che la Street Art fa a letterati e Poeti è molto interessante e rilevante. Si va dall’ omaggio a Dante di Kobra a Ravenna, alle poesie di Alda Merini scritte sui muri a Milano di Anonimi, dal ritratto di Primo Levi fatto da Giulio Rosk a Nichelino (Torino). Ma uno dei personaggi più rappresentati dagli Street Artist è senza dubbio P.P. Pasolini: Se pensiamo solo al ritratto di Pasolini di Jorit fatto a Scampia (Napoli), a quello di Maupal a Roma e l’artista francese Ernest De Pignon con la Pietà (il suo celebre Pasolini che porta in braccio Pasolini morto), uno splendido omaggio a Pasolini disegnato su carta e affisso sui muri di Scampia e di Roma a 40 anni dalla morte del poeta. Un’altra esperienza che bisogna citare è quella della POESIA DA MURO (per l’uso di frasi, aforismi e poesie scritte sui muri delle città) da parte soprattutto del milanese Ivan Tresoldi e del collettivo artistico di Pavia H5N1, nato nel 2005, a Pavia, dalla volontà di alcuni studenti universitari. Lo scopo di H5N1 è promuovere la poesia nel contesto urbano e del gruppo Milanese MEP (Movimento per l’Emancipazione della Poesia) che attaccano poesie dattiloscritte e fotocopiate in svariati contesti urbani( cassette poste, muri, cabine telefoniche etc…) Ricordiamo infine l’analisi del fenomeno del graffitismo che Italo Calvino fece in La città scritta: epigrafi e graffiti, (Collezione di Sabbia, 1974)“…Ma i poveri muri delle città italiane non sono diventati anch’essi ormai che una stratificazione d’arabeschi e ideogrammi e geroglifici sovrapposti, tali da non trasmettere altro messaggio che l’insoddisfazione d’ogni parola e il rimpianto per le energie che si sprecano? Anche su di essi forse la scrittura ritrova il posto che è insostituibilmente suo, quando rinuncia a farsi strumento d’arroganza e di sopraffazione: un brusio cui occorre tendere l’orecchio con attenzione e pazienza fino a poter distinguere il suono raro e sommesso d’una parola che almeno per un momento è vera.”Conclusioni:Personalmente ho cercato di contribuire alla poetizzazione dell’Arte, sia con i miei libri di poesia dedicati ai pittori e all’Arte, sia con i libri di critica d’Arte che mettevano in luce gli aspetti di contaminazione delle Arti e con il progetto ©Archivio Internazionale Taccuini d’Artista e Poetry Box. Infine ed è la cosa di cui sono più orgoglioso, la collaborazione con Artisti nella realizzazione di libri d’arte ispirati alle mie poesie o aforismi. Tra questi artisti ricordiamo Mauro Rea, EnnioBencini, Alberto Casiraghy, Anna Boschi, Carmela Corsitto, Antonella Prota Giurleo e AnnalisaMitrano.



"La pittura è poesia silenziosa, la poesia è pittura che parla".(Simonide, poeta greco, 556-468 a.C. - in Plutarco, Della gloria degliateniesi, II sec.)“Ut pictura poesis” - La poesia è come la pittura.(Orazio, Ars poetica, I sec. a.C.)“La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca”.(Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, XVI sec.)CALLIGRAMMI – HAIGA – CODICI MINIATI –Il rapporto di influenze reciproche e contaminazione tra Arte e Poesia ha radici antiche se solo pensiamo che gli antichi Greci avevano inventato i calligrammi (poesia a forma di oggetti come clessidre o strumenti musicali), gli Haiga Giapponesi che univano gli haiku alle incisioni, che la Chiesa Cattolica utilizzava i pittori per affrescare le chiese per illustrare le Sacre Scritture al popolo analfabeta e il Medioevo ci regalava la bellezza dei Codici Miniati.
La contaminazione tra le arti raggiunge il suo apice nel ‘500 con il Rinascimento, con influenze reciproche e interdisciplinari tra Poeti, Architetti, Artisti, Filosofi e Umanisti. E voglio ricordare su tutti i taccuini di Leonardo, le poesie di Michelangelo e che una delle icone della pittura del 500 La nascita di Venere di Alessandro Botticelli era ispirata, oltre che dal mito, da una delle Stanze del poeta Angelo Poliziano. Si definisce la teoria umanistica della pittura e della poesia, con al centro l’Uomo e l’imitazione della natura.
L’Italia e l’Impero Romano d’Oriente sono i luoghi che tra il 400 e il 600 d.C. hanno visto nascere l’arte dei codici miniati e libri d’ore (manoscritti che hanno al loro interno delle illustrazioni che potevano essere figure o anche semplicemente capolettera decorati con motivi floreali o religiosi.). La natura di questi primi testi era prevalentemente religiosa, la maggior produzione è riscontrabile tra il Medioevo e il Rinascimento.
DANTE E L’ARTE:
Ad oggi la Divina Commedia di Dante risulta essere l’opera più iconica, illustrata e raffigurata
della Poesia Italiana.
Tra il 1480 e il 1495 Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di secondo grado di Lorenzo il
Magnifico, commissionò a Sandro Botticelli cento disegni su pergamena di pecora relativi al
viaggio dantesco. Nei suoi ambiziosi progetti c’era quello di illustrare una ricca edizione della
Divina Commedia. In Spagna tra il 1586 e il 1588 Federico Zuccari, pittore di corte di re Filippo
II, lavora all’impresa imponente di realizzare ottantotto disegni dedicati alla Commedia. Zuccari, originario di S. Angelo in Vado, allora Ducato di Urbino, aveva vissuto e conosciuto la Commedia durante il periodo di studi a Firenze presso quell’Accademia delle Arti e del Disegno voluta da Michelangelo. L’opera è caratterizzata da un importante dualismo tra parole e immagini. Il volume unico presenta a destra la parte illustrata e a sinistra la trascrizione dei versi del poema con un commento dello stesso Zuccari.
Nel 1792 a John Flaxman viene commissionata l’illustrazione della Commedia dal banchiere e
scrittore britannico Thomas Hope. Flaxman lavora così a centoundici tavole. Flaxman ebbe un grande successo in Italia, Francia ed Inghilterra e contribuì alla diffusione dell’opera di Dante in Europa.
Ma uno degli autori che più ha contribuito alla consacrazione della Divina Commedia nell’arte è stato il poeta e Artista William Blake, per un’interpretazione poetica e un certo misticismo ascetico e visionario.
Nel ‘700 inoltre abbiamo la prima trattazione scientifica sull’argomento con G.E. Lessing che nella stesura del suo “Laokoon” (1766) pone l’accento sul divario tra le due arti, assegnando a ciascuna una dimensione differente: alla pittura lo spazio, alla poesia il tempo, invertendo la preferenza di Leonardo per la capacità di sintesi della pittura.
Nell’Ottocento il più grande interprete e divulgatore della Divina Commedia fu Gustav Dorè. Le sue illustrazioni, didascaliche, romantiche mettono in evidenza i grandi personaggi di Dante da Caronte a Paolo e Francesca con ritratti che entusiasmarono la critica dell’epoca. Successivamente Dorè illustrò anche la Bibbia con grande successo. Un altro grande interprete della Divina Commedia è Delacoix, (unico contemporaneo a cui dedicò
un saggio monografico) ammirato da Baudelaire.
Salvador Dalì ebbe l’incarico nel 1953, di illustrare la Divina Commedia dal Governo Italiano e
dopo la revoca del mandato per le polemiche politiche e campanilismo nazionalistico, decise di continuare autonomamente il progetto che gli procurò grande successo e visibilità. Dalí fu costretto
a impiegare due incisori che per cinque anni intagliarono a mano 3.500 blocchi di legno necessari per le xilografie. Dalì fonde nelle sue opere la religiosità alle sue visioni oniriche e surreali. E non possiamo dimenticare le bellissime illustrazioni fatte della Divina Commedia per le edizioni Nuages del 1999 di Lorenzo Mattotti, Milton Glaser e Moebius.
POETI E PITTORI CRITICI D’ARTE:
Un aspetto interessantissimo e cruciale della poetizzazione dell’Arte, è la produzione critica fatta direttamente da Poeti e Artisti. Basti pensare al Vasari con le sue Vite, ai Taccuini di Leonardo, a Emilio Villa con Il suo fondamentale libro critico su Burri, ai Pittori cubisti di Apollinaire, al Delacoix di Baudelaire, Il Rodin di Rilke o il Degas di Valery, sino alla Patafisica di Baj, il Van Gogh suicidato dalla società di Artaud, o alle monografie su artisti del ‘900 (Mirò, Hopper, Giacometti) di Bonnefoy, che hanno portato non solo un punto di vista da addetti ai lavori, ma hanno dato un respiro cosmico, poetico ed estetico alla parola e all’immagine.
LE POETICHE INTERDISCIPLINARI DALLE AVANGUARDIE DEL ‘900 AI TACCUINI
D’ARTISTA E POETRY BOX , TRA CONTAMINAZIONE, MEMORIA E DESIDERIO
- Il Paroliberismo futurista:
“Le parole in libertà non sono un nuovo metodo
opposto a quello del verso libero.
Sono la totale liberazione della poesia da tutti i metodi…”
(Filippo Tommaso Marinetti)
Parole in libertà o Paroliberismo è uno stile letterario introdotto dal Futurismo all’inizio del ‘9oo, in cui le parole che compongono il testo non hanno alcun legame sintattico-grammaticale fra loro e non sono organizzate in frasi e periodi. Caratterizzato dall’utilizzo simultaneo di caratteri tipografici, disegni, simboli musicali, segni matematici etc…I maggiori interpreti di questa poetica sono stati Marinetti, Folgore, Soffici, Cangiullo, Depero, Govoni e Palazzeschi. Ecco un esempio di utilizzo di parole in libertà dal libro Zang Tumb Tumb di Filippo Tommaso Marinetti.«Ora supponete che un amico vostro dotato di questa facoltà lirica si trovi in una zona di vitaintensa (rivoluzione, guerra, naufragio, terremoto ecc.) e venga, immediatamente dopo, a narrarvi le impressioni avute. Sapete che cosa farà istintivamente questo vostro amico lirico e commosso? ... Egli comincerà col distruggere brutalmente la sintassi nel parlare. Non perderà tempo a costruire iperiodi. S'infischierà della punteggiatura e dell'aggettivazione. Disprezzerà cesellature e sfumature di linguaggio, e in fretta vi getterà affannosamente nei nervi le sue sensazioni visive, auditive,olfattive, secondo la loro corrente incalzante. L'rruenza del vapore-emozione farà saltare il tubo del periodo, le valvole della punteggiatura e i bulloni regolari dell'aggettivazione. Manate di parole essenziali senza alcun ordine convenzionale. Unica preoccupazione del narratore rendere tutte le vibrazioni del suo io».(Parole in libertà di Filippo Tommaso Marinetti in Distruzione della sintassi/Immaginazione senza fili/Parole in libertà). Secondo Marinetti i sostantivi vanno messi a caso perché la sintassi deve essere semplice.LE POETICHE INTERDISCIPLINARIDagli anni ’60 in poi si sono sviluppati una serie di movimenti e avanguardie artistiche chehanno privilegiato la contaminazione tra Arte e Poesia in varie declinazioni, contribuendonotevolmente alla poetizzazione dell’Arte e ad un’estensione delle esperienze estetiche.Ricordiamo infatti le seguenti esperienze:- Mail art- Poesia Visiva- Fluxus- Scrittura Asemica- Libri d’Artista- I libri d’artista del Pulcinoelefante- ©Archivio Internazionale Taccuini d’Artista e Poetry Box di Donato Di PoceLa letteratura e la poesia nella Street Art: Le contaminazioni, esaltazioni e omaggi che la Street Art fa a letterati e Poeti è molto interessante e rilevante. Si va dall’ omaggio a Dante di Kobra a Ravenna, alle poesie di Alda Merini scritte sui muri a Milano di Anonimi, dal ritratto di Primo Levi fatto da Giulio Rosk a Nichelino (Torino). Ma uno dei personaggi più rappresentati dagli Street Artist è senza dubbio P.P. Pasolini: Se pensiamo solo al ritratto di Pasolini di Jorit fatto a Scampia (Napoli), a quello di Maupal a Roma e l’artista francese Ernest De Pignon con la Pietà (il suo celebre Pasolini che porta in braccio Pasolini morto), uno splendido omaggio a Pasolini disegnato su carta e affisso sui muri di Scampia e di Roma a 40 anni dalla morte del poeta. Un’altra esperienza che bisogna citare è quella della POESIA DA MURO (per l’uso di frasi, aforismi e poesie scritte sui muri delle città) da parte soprattutto del milanese Ivan Tresoldi e del collettivo artistico di Pavia H5N1, nato nel 2005, a Pavia, dalla volontà di alcuni studenti universitari. Lo scopo di H5N1 è promuovere la poesia nel contesto urbano e del gruppo Milanese MEP (Movimento per l’Emancipazione della Poesia) che attaccano poesie dattiloscritte e fotocopiate in svariati contesti urbani( cassette poste, muri, cabine telefoniche etc…) Ricordiamo infine l’analisi del fenomeno del graffitismo che Italo Calvino fece in La città scritta: epigrafi e graffiti, (Collezione di Sabbia, 1974)“…Ma i poveri muri delle città italiane non sono diventati anch’essi ormai che una stratificazione d’arabeschi e ideogrammi e geroglifici sovrapposti, tali da non trasmettere altro messaggio che l’insoddisfazione d’ogni parola e il rimpianto per le energie che si sprecano? Anche su di essi forse la scrittura ritrova il posto che è insostituibilmente suo, quando rinuncia a farsi strumento d’arroganza e di sopraffazione: un brusio cui occorre tendere l’orecchio con attenzione e pazienza fino a poter distinguere il suono raro e sommesso d’una parola che almeno per un momento è vera.”Conclusioni:Personalmente ho cercato di contribuire alla poetizzazione dell’Arte, sia con i miei libri di poesia dedicati ai pittori e all’Arte, sia con i libri di critica d’Arte che mettevano in luce gli aspetti di contaminazione delle Arti e con il progetto ©Archivio Internazionale Taccuini d’Artista e Poetry Box. Infine ed è la cosa di cui sono più orgoglioso, la collaborazione con Artisti nella realizzazione di libri d’arte ispirati alle mie poesie o aforismi. Tra questi artisti ricordiamo Mauro Rea, EnnioBencini, Alberto Casiraghy, Anna Boschi, Carmela Corsitto, Antonella Prota Giurleo e AnnalisaMitrano.



"La pittura è poesia silenziosa, la poesia è pittura che parla".(Simonide, poeta greco, 556-468 a.C. - in Plutarco, Della gloria degliateniesi, II sec.)“Ut pictura poesis” - La poesia è come la pittura.(Orazio, Ars poetica, I sec. a.C.)“La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca”.(Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, XVI sec.)CALLIGRAMMI – HAIGA – CODICI MINIATI –Il rapporto di influenze reciproche e contaminazione tra Arte e Poesia ha radici antiche se solo pensiamo che gli antichi Greci avevano inventato i calligrammi (poesia a forma di oggetti come clessidre o strumenti musicali), gli Haiga Giapponesi che univano gli haiku alle incisioni, che la Chiesa Cattolica utilizzava i pittori per affrescare le chiese per illustrare le Sacre Scritture al popolo analfabeta e il Medioevo ci regalava la bellezza dei Codici Miniati.La contaminazione tra le arti raggiunge il suo apice nel ‘500 con il Rinascimento, con influenze reciproche e interdisciplinari tra Poeti, Architetti, Artisti, Filosofi e Umanisti. E voglio ricordare su tutti i taccuini di Leonardo, le poesie di Michelangelo e che una delle icone della pittura del 500 La nascita di Venere di Alessandro Botticelli era ispirata, oltre che dal mito, da una delle Stanze del poeta Angelo Poliziano. Si definisce la teoria umanistica della pittura e della poesia, con al centro l’Uomo e l’imitazione della natura.L’Italia e l’Impero Romano d’Oriente sono i luoghi che tra il 400 e il 600 d.C. hanno visto nascere l’arte dei codici miniati e libri d’ore (manoscritti che hanno al loro interno delle illustrazioni che potevano essere figure o anche semplicemente capolettera decorati con motivi floreali o religiosi.). La natura di questi primi testi era prevalentemente religiosa, la maggior produzione è riscontrabile tra il Medioevo e il Rinascimento.DANTE E L’ARTE:Ad oggi la Divina Commedia di Dante risulta essere l’opera più iconica, illustrata e raffiguratadella Poesia Italiana.Tra il 1480 e il 1495 Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di secondo grado di Lorenzo ilMagnifico, commissionò a Sandro Botticelli cento disegni su pergamena di pecora relativi alviaggio dantesco. Nei suoi ambiziosi progetti c’era quello di illustrare una ricca edizione dellaDivina Commedia. In Spagna tra il 1586 e il 1588 Federico Zuccari, pittore di corte di re FilippoII, lavora all’impresa imponente di realizzare ottantotto disegni dedicati alla Commedia. Zuccari, originario di S. Angelo in Vado, allora Ducato di Urbino, aveva vissuto e conosciuto la Commedia durante il periodo di studi a Firenze presso quell’Accademia delle Arti e del Disegno voluta da Michelangelo. L’opera è caratterizzata da un importante dualismo tra parole e immagini. Il volume unico presenta a destra la parte illustrata e a sinistra la trascrizione dei versi del poema con un commento dello stesso Zuccari.Nel 1792 a John Flaxman viene commissionata l’illustrazione della Commedia dal banchiere escrittore britannico Thomas Hope. Flaxman lavora così a centoundici tavole. Flaxman ebbe un grande successo in Italia, Francia ed Inghilterra e contribuì alla diffusione dell’opera di Dante in Europa.Ma uno degli autori che più ha contribuito alla consacrazione della Divina Commedia nell’arte è stato il poeta e Artista William Blake, per un’interpretazione poetica e un certo misticismo ascetico e visionario.Nel ‘700 inoltre abbiamo la prima trattazione scientifica sull’argomento con G.E. Lessing che nella stesura del suo “Laokoon” (1766) pone l’accento sul divario tra le due arti, assegnando a ciascuna una dimensione differente: alla pittura lo spazio, alla poesia il tempo, invertendo la preferenza di Leonardo per la capacità di sintesi della pittura.Nell’Ottocento il più grande interprete e divulgatore della Divina Commedia fu Gustav Dorè. Le sue illustrazioni, didascaliche, romantiche mettono in evidenza i grandi personaggi di Dante da Caronte a Paolo e Francesca con ritratti che entusiasmarono la critica dell’epoca. Successivamente Dorè illustrò anche la Bibbia con grande successo. Un altro grande interprete della Divina Commedia è Delacoix, (unico contemporaneo a cui dedicòun saggio monografico) ammirato da Baudelaire.Salvador Dalì ebbe l’incarico nel 1953, di illustrare la Divina Commedia dal Governo Italiano edopo la revoca del mandato per le polemiche politiche e campanilismo nazionalistico, decise di continuare autonomamente il progetto che gli procurò grande successo e visibilità. Dalí fu costrettoa impiegare due incisori che per cinque anni intagliarono a mano 3.500 blocchi di legno necessari per le xilografie. Dalì fonde nelle sue opere la religiosità alle sue visioni oniriche e surreali. E non possiamo dimenticare le bellissime illustrazioni fatte della Divina Commedia per le edizioni Nuages del 1999 di Lorenzo Mattotti, Milton Glaser e Moebius.POETI E PITTORI CRITICI D’ARTE:Un aspetto interessantissimo e cruciale della poetizzazione dell’Arte, è la produzione critica fatta direttamente da Poeti e Artisti. Basti pensare al Vasari con le sue Vite, ai Taccuini di Leonardo, a Emilio Villa con Il suo fondamentale libro critico su Burri, ai Pittori cubisti di Apollinaire, al Delacoix di Baudelaire, Il Rodin di Rilke o il Degas di Valery, sino alla Patafisica di Baj, il Van Gogh suicidato dalla società di Artaud, o alle monografie su artisti del ‘900 (Mirò, Hopper, Giacometti) di Bonnefoy, che hanno portato non solo un punto di vista da addetti ai lavori, ma hanno dato un respiro cosmico, poetico ed estetico alla parola e all’immagine.LE POETICHE INTERDISCIPLINARI DALLE AVANGUARDIE DEL ‘900 AI TACCUINID’ARTISTA E POETRY BOX , TRA CONTAMINAZIONE, MEMORIA E DESIDERIO- Il Paroliberismo futurista:“Le parole in libertà non sono un nuovo metodoopposto a quello del verso libero.Sono la totale liberazione della poesia da tutti i metodi…”(Filippo Tommaso Marinetti)
Parole in libertà o Paroliberismo è uno stile letterario introdotto dal Futurismo all’inizio del ‘9oo, in cui le parole che compongono il testo non hanno alcun legame sintattico-grammaticale fra loro e non sono organizzate in frasi e periodi. Caratterizzato dall’utilizzo simultaneo di caratteri tipografici, disegni, simboli musicali, segni matematici etc…I maggiori interpreti di questa poetica sono stati Marinetti, Folgore, Soffici, Cangiullo, Depero, Govoni e Palazzeschi. Ecco un esempio di utilizzo di parole in libertà dal libro Zang Tumb Tumb di Filippo Tommaso Marinetti.
«Ora supponete che un amico vostro dotato di questa facoltà lirica si trovi in una zona di vita
intensa (rivoluzione, guerra, naufragio, terremoto ecc.) e venga, immediatamente dopo, a narrarvi le impressioni avute. Sapete che cosa farà istintivamente questo vostro amico lirico e commosso? ... Egli comincerà col distruggere brutalmente la sintassi nel parlare. Non perderà tempo a costruire i
periodi. S'infischierà della punteggiatura e dell'aggettivazione. Disprezzerà cesellature e sfumature di linguaggio, e in fretta vi getterà affannosamente nei nervi le sue sensazioni visive, auditive,
olfattive, secondo la loro corrente incalzante. L'rruenza del vapore-emozione farà saltare il tubo del periodo, le valvole della punteggiatura e i bulloni regolari dell'aggettivazione. Manate di parole essenziali senza alcun ordine convenzionale. Unica preoccupazione del narratore rendere tutte le vibrazioni del suo io».
(Parole in libertà di Filippo Tommaso Marinetti in Distruzione della sintassi/Immaginazione senza fili/Parole in libertà). Secondo Marinetti i sostantivi vanno messi a caso perché la sintassi deve essere semplice.
LE POETICHE INTERDISCIPLINARIDagli anni ’60 in poi si sono sviluppati una serie di movimenti e avanguardie artistiche chehanno privilegiato la contaminazione tra Arte e Poesia in varie declinazioni, contribuendonotevolmente alla poetizzazione dell’Arte e ad un’estensione delle esperienze estetiche.Ricordiamo infatti le seguenti esperienze:- Mail art- Poesia Visiva- Fluxus- Scrittura Asemica- Libri d’Artista- I libri d’artista del Pulcinoelefante- ©Archivio Internazionale Taccuini d’Artista e Poetry Box di Donato Di PoceLa letteratura e la poesia nella Street Art: Le contaminazioni, esaltazioni e omaggi che la Street Art fa a letterati e Poeti è molto interessante e rilevante. Si va dall’ omaggio a Dante di Kobra a Ravenna, alle poesie di Alda Merini scritte sui muri a Milano di Anonimi, dal ritratto di Primo Levi fatto da Giulio Rosk a Nichelino (Torino). Ma uno dei personaggi più rappresentati dagli Street Artist è senza dubbio P.P. Pasolini: Se pensiamo solo al ritratto di Pasolini di Jorit fatto a Scampia (Napoli), a quello di Maupal a Roma e l’artista francese Ernest De Pignon con la Pietà (il suo celebre Pasolini che porta in braccio Pasolini morto), uno splendido omaggio a Pasolini disegnato su carta e affisso sui muri di Scampia e di Roma a 40 anni dalla morte del poeta. Un’altra esperienza che bisogna citare è quella della POESIA DA MURO (per l’uso di frasi, aforismi e poesie scritte sui muri delle città) da parte soprattutto del milanese Ivan Tresoldi e del collettivo artistico di Pavia H5N1, nato nel 2005, a Pavia, dalla volontà di alcuni studenti universitari. Lo scopo di H5N1 è promuovere la poesia nel contesto urbano e del gruppo Milanese MEP (Movimento per l’Emancipazione della Poesia) che attaccano poesie dattiloscritte e fotocopiate in svariati contesti urbani( cassette poste, muri, cabine telefoniche etc…) Ricordiamo infine l’analisi del fenomeno del graffitismo che Italo Calvino fece in La città scritta: epigrafi e graffiti, (Collezione di Sabbia, 1974)“…Ma i poveri muri delle città italiane non sono diventati anch’essi ormai che una stratificazione d’arabeschi e ideogrammi e geroglifici sovrapposti, tali da non trasmettere altro messaggio che l’insoddisfazione d’ogni parola e il rimpianto per le energie che si sprecano? Anche su di essi forse la scrittura ritrova il posto che è insostituibilmente suo, quando rinuncia a farsi strumento d’arroganza e di sopraffazione: un brusio cui occorre tendere l’orecchio con attenzione e pazienza fino a poter distinguere il suono raro e sommesso d’una parola che almeno per un momento è vera.”Conclusioni:Personalmente ho cercato di contribuire alla poetizzazione dell’Arte, sia con i miei libri di poesia dedicati ai pittori e all’Arte, sia con i libri di critica d’Arte che mettevano in luce gli aspetti di contaminazione delle Arti e con il progetto ©Archivio Internazionale Taccuini d’Artista e Poetry Box. Infine ed è la cosa di cui sono più orgoglioso, la collaborazione con Artisti nella realizzazione di libri d’arte ispirati alle mie poesie o aforismi. Tra questi artisti ricordiamo Mauro Rea, EnnioBencini, Alberto Casiraghy, Anna Boschi, Carmela Corsitto, Antonella Prota Giurleo e AnnalisaMitrano.



"La pittura è poesia silenziosa, la poesia è pittura che parla".(Simonide, poeta greco, 556-468 a.C. - in Plutarco, Della gloria degliateniesi, II sec.)“Ut pictura poesis” - La poesia è come la pittura.(Orazio, Ars poetica, I sec. a.C.)“La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca”.(Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, XVI sec.)CALLIGRAMMI – HAIGA – CODICI MINIATI –Il rapporto di influenze reciproche e contaminazione tra Arte e Poesia ha radici antiche se solo pensiamo che gli antichi Greci avevano inventato i calligrammi (poesia a forma di oggetti come clessidre o strumenti musicali), gli Haiga Giapponesi che univano gli haiku alle incisioni, che la Chiesa Cattolica utilizzava i pittori per affrescare le chiese per illustrare le Sacre Scritture al popolo analfabeta e il Medioevo ci regalava la bellezza dei Codici Miniati.La contaminazione tra le arti raggiunge il suo apice nel ‘500 con il Rinascimento, con influenze reciproche e interdisciplinari tra Poeti, Architetti, Artisti, Filosofi e Umanisti. E voglio ricordare su tutti i taccuini di Leonardo, le poesie di Michelangelo e che una delle icone della pittura del 500 La nascita di Venere di Alessandro Botticelli era ispirata, oltre che dal mito, da una delle Stanze del poeta Angelo Poliziano. Si definisce la teoria umanistica della pittura e della poesia, con al centro l’Uomo e l’imitazione della natura.L’Italia e l’Impero Romano d’Oriente sono i luoghi che tra il 400 e il 600 d.C. hanno visto nascere l’arte dei codici miniati e libri d’ore (manoscritti che hanno al loro interno delle illustrazioni che potevano essere figure o anche semplicemente capolettera decorati con motivi floreali o religiosi.). La natura di questi primi testi era prevalentemente religiosa, la maggior produzione è riscontrabile tra il Medioevo e il Rinascimento.DANTE E L’ARTE:Ad oggi la Divina Commedia di Dante risulta essere l’opera più iconica, illustrata e raffiguratadella Poesia Italiana.Tra il 1480 e il 1495 Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di secondo grado di Lorenzo ilMagnifico, commissionò a Sandro Botticelli cento disegni su pergamena di pecora relativi alviaggio dantesco. Nei suoi ambiziosi progetti c’era quello di illustrare una ricca edizione dellaDivina Commedia. In Spagna tra il 1586 e il 1588 Federico Zuccari, pittore di corte di re FilippoII, lavora all’impresa imponente di realizzare ottantotto disegni dedicati alla Commedia. Zuccari, originario di S. Angelo in Vado, allora Ducato di Urbino, aveva vissuto e conosciuto la Commedia durante il periodo di studi a Firenze presso quell’Accademia delle Arti e del Disegno voluta da Michelangelo. L’opera è caratterizzata da un importante dualismo tra parole e immagini. Il volume unico presenta a destra la parte illustrata e a sinistra la trascrizione dei versi del poema con un commento dello stesso Zuccari.Nel 1792 a John Flaxman viene commissionata l’illustrazione della Commedia dal banchiere escrittore britannico Thomas Hope. Flaxman lavora così a centoundici tavole. Flaxman ebbe un grande successo in Italia, Francia ed Inghilterra e contribuì alla diffusione dell’opera di Dante in Europa.Ma uno degli autori che più ha contribuito alla consacrazione della Divina Commedia nell’arte è stato il poeta e Artista William Blake, per un’interpretazione poetica e un certo misticismo ascetico e visionario.Nel ‘700 inoltre abbiamo la prima trattazione scientifica sull’argomento con G.E. Lessing che nella stesura del suo “Laokoon” (1766) pone l’accento sul divario tra le due arti, assegnando a ciascuna una dimensione differente: alla pittura lo spazio, alla poesia il tempo, invertendo la preferenza di Leonardo per la capacità di sintesi della pittura.Nell’Ottocento il più grande interprete e divulgatore della Divina Commedia fu Gustav Dorè. Le sue illustrazioni, didascaliche, romantiche mettono in evidenza i grandi personaggi di Dante da Caronte a Paolo e Francesca con ritratti che entusiasmarono la critica dell’epoca. Successivamente Dorè illustrò anche la Bibbia con grande successo. Un altro grande interprete della Divina Commedia è Delacoix, (unico contemporaneo a cui dedicòun saggio monografico) ammirato da Baudelaire.Salvador Dalì ebbe l’incarico nel 1953, di illustrare la Divina Commedia dal Governo Italiano edopo la revoca del mandato per le polemiche politiche e campanilismo nazionalistico, decise di continuare autonomamente il progetto che gli procurò grande successo e visibilità. Dalí fu costrettoa impiegare due incisori che per cinque anni intagliarono a mano 3.500 blocchi di legno necessari per le xilografie. Dalì fonde nelle sue opere la religiosità alle sue visioni oniriche e surreali. E non possiamo dimenticare le bellissime illustrazioni fatte della Divina Commedia per le edizioni Nuages del 1999 di Lorenzo Mattotti, Milton Glaser e Moebius.POETI E PITTORI CRITICI D’ARTE:Un aspetto interessantissimo e cruciale della poetizzazione dell’Arte, è la produzione critica fatta direttamente da Poeti e Artisti. Basti pensare al Vasari con le sue Vite, ai Taccuini di Leonardo, a Emilio Villa con Il suo fondamentale libro critico su Burri, ai Pittori cubisti di Apollinaire, al Delacoix di Baudelaire, Il Rodin di Rilke o il Degas di Valery, sino alla Patafisica di Baj, il Van Gogh suicidato dalla società di Artaud, o alle monografie su artisti del ‘900 (Mirò, Hopper, Giacometti) di Bonnefoy, che hanno portato non solo un punto di vista da addetti ai lavori, ma hanno dato un respiro cosmico, poetico ed estetico alla parola e all’immagine.LE POETICHE INTERDISCIPLINARI DALLE AVANGUARDIE DEL ‘900 AI TACCUINID’ARTISTA E POETRY BOX , TRA CONTAMINAZIONE, MEMORIA E DESIDERIO- Il Paroliberismo futurista:“Le parole in libertà non sono un nuovo metodoopposto a quello del verso libero.Sono la totale liberazione della poesia da tutti i metodi…”(Filippo Tommaso Marinetti)Parole in libertà o Paroliberismo è uno stile letterario introdotto dal Futurismo all’inizio del ‘9oo, in cui le parole che compongono il testo non hanno alcun legame sintattico-grammaticale fra loro e non sono organizzate in frasi e periodi. Caratterizzato dall’utilizzo simultaneo di caratteri tipografici, disegni, simboli musicali, segni matematici etc…I maggiori interpreti di questa poetica sono stati Marinetti, Folgore, Soffici, Cangiullo, Depero, Govoni e Palazzeschi. Ecco un esempio di utilizzo di parole in libertà dal libro Zang Tumb Tumb di Filippo Tommaso Marinetti.«Ora supponete che un amico vostro dotato di questa facoltà lirica si trovi in una zona di vitaintensa (rivoluzione, guerra, naufragio, terremoto ecc.) e venga, immediatamente dopo, a narrarvi le impressioni avute. Sapete che cosa farà istintivamente questo vostro amico lirico e commosso? ... Egli comincerà col distruggere brutalmente la sintassi nel parlare. Non perderà tempo a costruire iperiodi. S'infischierà della punteggiatura e dell'aggettivazione. Disprezzerà cesellature e sfumature di linguaggio, e in fretta vi getterà affannosamente nei nervi le sue sensazioni visive, auditive,olfattive, secondo la loro corrente incalzante. L'rruenza del vapore-emozione farà saltare il tubo del periodo, le valvole della punteggiatura e i bulloni regolari dell'aggettivazione. Manate di parole essenziali senza alcun ordine convenzionale. Unica preoccupazione del narratore rendere tutte le vibrazioni del suo io».(Parole in libertà di Filippo Tommaso Marinetti in Distruzione della sintassi/Immaginazione senza fili/Parole in libertà). Secondo Marinetti i sostantivi vanno messi a caso perché la sintassi deve essere semplice.
LE POETICHE INTERDISCIPLINARI
Dagli anni ’60 in poi si sono sviluppati una serie di movimenti e avanguardie artistiche che
hanno privilegiato la contaminazione tra Arte e Poesia in varie declinazioni, contribuendo
notevolmente alla poetizzazione dell’Arte e ad un’estensione delle esperienze estetiche.
Ricordiamo infatti le seguenti esperienze:
- Mail art
- Poesia Visiva
- Fluxus
- Scrittura Asemica
- Libri d’Artista
- I libri d’artista del Pulcinoelefante
- ©Archivio Internazionale Taccuini d’Artista e Poetry Box di Donato Di Poce
La letteratura e la poesia nella Street Art: Le contaminazioni, esaltazioni e omaggi che la Street Art fa a letterati e Poeti è molto interessante e rilevante. Si va dall’ omaggio a Dante di Kobra a Ravenna, alle poesie di Alda Merini scritte sui muri a Milano di Anonimi, dal ritratto di Primo Levi fatto da Giulio Rosk a Nichelino (Torino). Ma uno dei personaggi più rappresentati dagli Street Artist è senza dubbio P.P. Pasolini: Se pensiamo solo al ritratto di Pasolini di Jorit fatto a Scampia (Napoli), a quello di Maupal a Roma e l’artista francese Ernest De Pignon con la Pietà (il suo celebre Pasolini che porta in braccio Pasolini morto), uno splendido omaggio a Pasolini disegnato su carta e affisso sui muri di Scampia e di Roma a 40 anni dalla morte del poeta. Un’altra esperienza che bisogna citare è quella della POESIA DA MURO (per l’uso di frasi, aforismi e poesie scritte sui muri delle città) da parte soprattutto del milanese Ivan Tresoldi e del collettivo artistico di Pavia H5N1, nato nel 2005, a Pavia, dalla volontà di alcuni studenti universitari. Lo scopo di H5N1 è promuovere la poesia nel contesto urbano e del gruppo Milanese MEP (Movimento per l’Emancipazione della Poesia) che attaccano poesie dattiloscritte e fotocopiate in svariati contesti urbani( cassette poste, muri, cabine telefoniche etc…) Ricordiamo infine l’analisi del fenomeno del graffitismo che Italo Calvino fece in La città scritta: epigrafi e graffiti, (Collezione di Sabbia, 1974)
“…Ma i poveri muri delle città italiane non sono diventati anch’essi ormai che una stratificazione d’arabeschi e ideogrammi e geroglifici sovrapposti, tali da non trasmettere altro messaggio che l’insoddisfazione d’ogni parola e il rimpianto per le energie che si sprecano? Anche su di essi forse la scrittura ritrova il posto che è insostituibilmente suo, quando rinuncia a farsi strumento d’arroganza e di sopraffazione: un brusio cui occorre tendere l’orecchio con attenzione e pazienza fino a poter distinguere il suono raro e sommesso d’una parola che almeno per un momento è vera.”
Conclusioni:
Personalmente ho cercato di contribuire alla poetizzazione dell’Arte, sia con i miei libri di poesia dedicati ai pittori e all’Arte, sia con i libri di critica d’Arte che mettevano in luce gli aspetti di contaminazione delle Arti e con il progetto ©Archivio Internazionale Taccuini d’Artista e Poetry Box. Infine ed è la cosa di cui sono più orgoglioso, la collaborazione con Artisti nella realizzazione di libri d’arte ispirati alle mie poesie o aforismi. Tra questi artisti ricordiamo Mauro Rea, Ennio
Bencini, Alberto Casiraghy, Anna Boschi, Carmela Corsitto, Antonella Prota Giurleo e Annalisa
Mitrano.

