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Onde gravitazionali

Il libro ha l’intento di avvicinarsi a una ricerca di silenzio creativo, una poetica dell’invisibile (far vedere ciò che solitamente non vediamo), una testimonianza esistenziale e civile, e di un altro dire.

Ne hanno parlato: 

VETRINA ARCIPELAGO ITACA – Danilo Mandolini 8 feb 2020

Lecce Cronaca – Stefano Elefanti

Recensione di Nicola Vacca – Zona di Disagio

Intervista – Giusy Capone

La lenta carezza di un padre

 

Da tempo ormai ha appeso la vita al chiodo.

 

Ma il corpo indomito continua a sanguinare dolore

 

Baluginii di sguardi e gesti invisibili.

 

Nel buio percepisco gli occhi azzurri di mio padre

 

Che guardano il buio e lascia cadere

 

Nell’azzurro della sua assenza

 

Una carezza lenta come un Addio

 

Mentre gli posavo la mano sul cuore

 

E nascondevo nell’abbraccio le lacrime.

 

E ogni giorno metto nella tasca del domani

 

Una cassetta di gesti invisibili/impossibili

 

Un cesto di sguardi parlanti

 

Una stanza colma di ricordi

 

E tre gocce d’azzurro insanguinate di poesia.

"Forse la poesia è un vento d'umanità

Che accarezza l'Anima del mondo"

Casa Editrice: Arcipelago Itaca

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Donato Di Poce

COMUNICATO STAMPA

Le onde gravitazionali sono come piccole increspature del tessuto dello spazio-tempo che permea tutto l’universo. Secondo Einstein la gravità stessa è dovuta alla curvatura dello spazio-tempo causata dalla massa. Le onde gravitazionali sono prodotte dal movimento di corpi dotati di massa nello spazio-tempo.

 

Nel 2016, a distanza di un secolo dalla teoria di Einstein, la fisica ha confermato che le onde gravitazionali esistono davvero e che la teoria di Einstein era corretta.

 

I due buchi neri osservati, prima di fondersi, hanno percorso una traiettoria a spirale per poi scontrarsi a una velocità di circa 150 mila chilometri al secondo, la metà della velocità della luce. Il fenomeno è stato accompagnato dalla fusione di un sistema binario di buchi neri.

 

Premesso che non ho né la conoscenza né la competenza di un fisico nucleare, ma solo la curiosità e suggestione per ogni forma di movimento e di vita cosmica, mi è venuto naturale fare il parallelo tra le onde gravitazionali e le parole che compongono una poesia. Ovvero le parole esistono perché nascono dal silenzio e tentano di arginare i buchi neri della ragione.

 

Non è forse vero che le sillabe assomigliano a un sistema binario di senso? E non è forse vero che la parola una volta rivelata, scoperta e messa in circolo nel sistema – testo poetico determina una variazione nel sistema poetico e culturale? Non è forse vero che la poesia è un sistema talmente complesso e potente da resistere e sopravvivere persino all’uomo stesso che l’ha generata, creata, scoperta?

 

Nel mio libro c’è una poesia con il titolo omonimo del libro, il resto è composto da acrostici civili e sociali come sistemi stellari e mondi inesplorati “diversamente abili”, ascolti e interrogazioni al senso della vita, della poesia e dei poeti (in particolare il dialogo di tutta la terza sezione del libro con il mio “amico cosmico” e poeta Ulisse Casartelli).

 

Il libro ha l’intento di avvicinarsi a una ricerca di silenzio creativo (accostarsi alla parola minimale; onde d’inchiostro gravitazionali che tracciano segni emozionali dopo l’ascolto del silenzio del mondo), una poetica dell’invisibile (far vedere ciò che solitamente non vediamo), una testimonianza esistenziale e civile, e di un altro dire (dire emozioni e matrici di senso in modo diverso, nuovo e altro), che tenga insieme memoria e desiderio, realtà e visionarietà, alfabeti ed emozioni, polvere cosmica e dissensi creativi.

Comunicato stampa

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